RAMARRO

Nelle prime tiepide giornate primaverili fa la sua comparsa una grande ed elegante lucertola, il Ramarro (Lacerta viridis).

I maschi adulti sono riconoscibili per la colorazione verde brillante e per la gola di colore azzurro. I ramarri vivono tra la fitta vegetazione, in prossimità di radure assolate. Si nutrono principalmente di invertebrati terrestri ma, all’occorrenza, sono in grado di predare anche piccoli uccelli. Come tutti i rettili, la loro temperatura corporea varia al variare di quella esterna. Per questo motivo spesso li si può vedere immobili al sole, intenti ad accumulare calore (termoregolazione).

 

CERVONE

Rettile che può raggiungere la lunghezza massima di 2 metri e mezzo

Rettile che può raggiungere la lunghezza massima di 2 metri e mezzo (la femmina è generalmente più lunga del maschio), ha le parti dorsali sono di colore bruno-giallastro, ornate da 4 strie nere longitudinali (2 per lato) ed il ventre giallastro. Predilige i luoghi soleggiati ricchi di vegetazione, spesso in prossimità di corsi d’acqua: la macchia mediterranea, le boscaglie i ruderi ed i muretti a secco, fino a 1100 metri di quota. E’ attivo durante il giorno e si nutre di piccoli mammiferi (sauri, topi, ratti, comigli, leprotti), di uccelli e delle loro uova (che inghiotte intere, per poi romperle con i muscoli del collo). Caccia solitamente a terra, ma riesce ad arrampicarsi su cespugli ed arbusti. E’ molto tranquillo ed innocuo per l’uomo. Le femmine depongono le uova all’inizio dell’estate.

 

GECO

Il geco è tipico delle aree calde del mondo.

Lungo fino a 15 centimetri, di colore grigio-brunastro, il geco ha il corpo piuttosto tozzo con una grande testa e zampe con dita fornite di cuscinetti adesivi che gli permettono di arrampicarsi anche sulle superfici più lisce. Vive in ambienti caldi e asciutti; convive spesso con l’uomo ed è frequentissimo negli anfratti dei muri a secco esposti al sole. Insettivoro, caccia a vista; caratteristici sono gli occhi, con pupille verticali.

 

TESTUGGINE

Le testuggini sono i rettili più conosciuti e contemporaneamente più minacciati dall’uomo.

Da epoche antichissime esse vengono catturate in grandi quantità per essere inviate nei paesi settentrionali, non solo per esservi allevate quali animali d’appartamento (dove frequentemente muoiono in breve tempo). La testuggine comune è diffusa nell’Europa meridionale, nella Penisola Balcanica e nella Romania sud-orientale. La Puglia è stata in passato una roccaforte della tartaruga, almeno fino a quando i turisti italiani e stranieri hanno acquistato ed esportato illegalmente numerosi esemplari.

 

RIGOGOLO

Il rigogolo è un uccello inconfondibile per il piumaggio giallo brillante.

Vive in boschi o nelle aree boscate anche ai margini dei coltivi o degli abitati, nutrendosi principalmente di insetti, ma noto anche per la ghiottoneria di ciliegie e fichi. E’ comune in pianura, ma è più facile avvistarlo in collina e pedemontana. Il suo nido è particolare: pende infatti dalle biforcazioni dei rami degli alberi.

 

PAVONE

Uccello domestico originario dell’India appartenente all’ordine dei galliformi.

Il maschio adulto possiede, sulle penne del groppone e del sopraccoda, brillanti riflessi metallici tanto lunghi da formare uno strascico. Quando il maschio corteggia la femmina, solleva e apre la coda a guisa di ventaglio; infatti questo modo di comportarsi lo fa considerare come simbolo di vanità.

 

 

BARBAGIANNI

Il Barbagianni ha distribuzione cosmopolita ed in Italia è sedentario e nidificante nelle regioni pianeggianti e collinari della penisola e delle grandi isole

L’ambiente frequentato da questa specie comprende coltivi di diversa natura, anche estensivi, meglio se intercalati da incolti o zone ecotonali.  Le abitudini sinantropiche lo rendono efficiente predatore dei roditori delle cascine e fattorie, nonchè dei villaggi e città della pianura.  Strettamente legato per la nidificazione agli ambienti antropizzati. Il ruolo ecologico del Barbagianni e la sua associazione all’uomo consentono di individuare alcuni fattori che incidono negativamente sulle sue popolazioni.

 

FALCO GRILLAIO

Le murge baresi ospitano uno dei rapaci più belli d’Europa.

Si tratta del falco grillaio, una specie di estremo interesse ed in via d’estinzione; le Murge ospitano una popolazione tra le più numerose, formata da 900-1000 coppie. Il falco grillaio è particolarmente adattato agli ambienti aridi e stepposi dove si nutre di invertebrati. Il falco grillaio era l’uccello preferito di Federico II di Svevia che lo impiegava nella caccia in alta Murgia. Il suo areale di nidificazione interessa centri storici dell’alta Murgia, ma tale rapporto è oggi purtroppo in pericolo a causa della ristrutturazione dei suddetti centri e a causa dello spietramento e della messa a coltura dei pascoli.

 

OCA

L’oca è un uccello caratterizzato dal becco grosso e alto alla base, con robuste lamelle ed unghia terminale.

L’oca domestica è uno dei più grossi animale da cortile, un’oca può raggiungere il peso di 4-5 kg., ma alcune razze selezionate per il rendimento in carne possono raggiungere anche gli 8-9 kg. Un’oca domestica può deporre dalle 80 alle 100 uova all’anno. Dall’oca si traggono moltissimi prodotti: le uova, il pregiatissimo foie gras e naturalmente la carne che si consuma fresca e conservata.

 

GUFO COMUNE

Il Gufo comune è  ampiamente distribuito nelle regioni temperato-boreali e mediterranee dei continenti euro-asiatico e nord-americano.

Il suo areale italiano comprende tutto il nord del paese e le zone interne della penisola, sino al meridione ed alla Sicilia. Non è un uccello propriamente forestale, quanto piuttosto legato ad ambienti parzialmente alberati o ad un’alternanza di macchie arboree e spazi aperti, questi ultimi frequentati per la caccia. Nelle aree di pianura si riproduce in macchie boschive seminaturali (boschi relitti, fasce rivierasche, robinieti) o artificiali (pioppeti, impianti di conifere) ed anche su alberi in filari. Durante la stagione fredda mostra abitudini gregarie e forma assembramenti per il riposo diurno (roosts), a diretto contatto con attività umane.

 

POIANA

La Poiana è presente quasi ovunque in Europa.

In Italia nidifica in tutte le regioni. Le esigenze ecologiche della specie si riassumono in un’alternanza di spazi aperti, necessari per la caccia, e zone alberate per la nidificazione. Evita le aree boschive compatte, preferendo i loro margini, i popolamenti arborei radi o a mosaico.

 

 

MERLO

Il merlo è un volatile notissimo, inquilino abituale di giardini e parchi cittadini, nonchè di prati, macchie e boschi.

Il suo areale è vastissimo: abita tutte le nazioni europee, gran parte dell’Asia paleartica, occupa una nicchia ecologica importantissima, nelle zone ove non esiste il “nostrano” esistono molte specie di merli che si differenziano nella livrea ma non nel comportamento e sono praticamente diffuse in tutti i continenti. Gli ambienti preferiti dal merlo sono moltissimi e spesso differenti fra loro, basti pensare che si spinge sino al limite delle foreste di conifere sulle alpi a quasi 5000 mt. Frequenta orti, giardini, prati coltivati, uliveti, vigneti, macchia mediterranea, campagne alberate e zone cespugliose, non ama particolarmente i boschi d’alto fusto (ma anche in queste zone è relativamente facile constatare eccezioni).

 

GHIANDAIA

Uccello passeriforme (Garrulus glandarius) della famiglia dei Corvidi

Lungo oltre 30 cm, dal piumaggio di colore bruno sfumato di rosa, a eccezione della coda che è nera, del groppone e delle ali che sono parzialmente bianchi, della cresta a strisce bianche e nere, della macchia azzurra, barrata di nero, delle copritrici alari. Frequenta, in piccoli gruppi, i boschi, nutrendosi di ogni tipo di alimento, ivi compresi i nidiacei e le uova di altri uccelli. Diffusa in Europa e in parte dell’Asia occidentale.

 

STRUZZO
Lo struzzo è una specie di uccello dell’ordine degli Struthioniformes.

Risulta essere il più grande tra i pennuti viventi, ed è incapace di volare. Ha un corpo molto robusto, il collo lungo e in gran parte nudo, la testa piccola e piatta, il becco dritto, ottuso, poco arrotondato nella parte anteriore e piatto in punta; le mascelle sono pieghevoli, e si spalancano in uno squarcio che giunge fin sotto l’occhio, ed all’incirca alla metà di quella superiore si aprono le narici, divaricate e piuttosto lunghe. Gli occhi sono lunghi e lucenti, con la palpebra superiore provvista di ciglia, le orecchie sono nude, aperte, rivestite internamente di produzioni filiformi, le zampe alte e robuste, del tutto nude, a parte alcune setole che spuntano sulle cosce. I tarsi sono coperti da larghe squame, e le zampe hanno due dita, l’interno fornito di un’unghia grande, larga e ottusa. Le ali, inutili per il volo, sono rivestite di piume lunghe, flosce e pendenti che si ritrovano identiche nell’abbondante coda, e il resto del corpo è coperto da un piumaggio floscio ed arricciato, che nel mezzo del petto lascia scoperta una callosità di consistenza cornea. Ha un’altezza non inferiore ai due metri e mezzo, ed una lunghezza di almeno un metro e ottanta: il suo peso raggiunge i 150 kg. Il maschio ha tutte le piume del tronco di color nero-carbone, quelle della coda e dell’ala bianche, il collo rosso-vivo e le cosce carnicine; le femmine sono grigio-brune e bianco-sporche sulle ali e sulla coda, e ripetono la colorazione dei compagni negli occhi bruni e nel becco giallo-corneo.

 

FAGIANO
Il fagiano comune è un galliforme terrestre di grosse dimensioni.

Caratteristica peculiare di entrambi i sessi sono la coda lunga e appuntita e le ali corte e arrotondate. Il piumaggio è molto vario a causa dei continui incroci tra le razze, ma comunque variopinto, quasi sempre rossastro con sfumature castane e punteggiature nere. La femmina ha un piumaggio meno vistoso. Vive sia nella campagna coltivata che nei boschi, sempre però in vicinanza dei coltivi dove trova in ogni periodo dell’anno cibo in abbondanza; E’ onnivoro. Nidifica sul terreno, in una buca foderata di foglie ed erbe; la femmina depone 6-15 uova e, in caso di perdita della prima covata, ne effettua una seconda.

 

DAINO

E’ un animale erbivoro che si nutre di graminacee..

E’ un animale erbivoro che si nutre di graminacee, varie specie di piante erbacee, foglie di un gran numero di alberi e arbusti, ghiande, corteccia e funghi. Può compiere spostamenti di oltre 90 km. Il suo nemico naturale è il lupo che può rappresentare un pericolo anche per gli adulti. Preferisce uscire di notte, ma può anche essere attivo di giorno nei luoghi ove non corre pericolo.

 

 

VOLPE

La volpe vive in un territorio ben definito e difeso dagli intrusi, ma anche convive con i propri simili con tolleranza reciproca, dividendo addirittura le tane!

Mentre infatti i giovani maschi lasciano la famiglia appena divenuti autosufficienti, le femmine possono rimanere con la madre per più di un anno. I giovani maschi compiono invece vita vagabonda, con un fenomeno detto di “dispersione”, che termina quando trovano un territorio in cui insediarsi stabilmente, ma che può durare anche per anni.

 

 

 

ASINO

Quadrupede da soma e da basto della famiglia degli Equidi.

A differenza del cavallo, il mantello dell’asino presenta poche variazioni di colore.  Sembra che l’asino domestico sia stato addomesticato, in età antica, prima del cavallo. Esso è adoperato come animale da tiro, da basto e da sella. La sua carne è buona e viene largamente usata nella confezione di salumi; il latte d’asina si avvicina molto, per la sua composizione, a quello di una donna. Diffusissimo in Italia è l’asino di Martina Franca.

 

 

ALPACA

Il Vicugna pacos, comunemente chiamato àlpaca, è un mammifero della famiglia dei camelidi, addomesticato e allevato soprattutto per utilizzarne la lana

All’aspetto ricorda molto una pecora, anche se rispetto ad essa ha dimensioni maggiori e un collo molto lungo. L’alpaca è un ruminante, possiede tre stomaci per la digestione della fibra. In media ogni animale mangia circa un kilogrammo di vegetali al giorno e come tutti i camelidi non ha bisogno di grandi quantità di acqua. Raggiunge un’altezza di centodieci centimetri al garrese. Sotto gli zoccoli ha dei cuscinetti morbidi che consentono un ottimo ancoraggio sui terreni pietrosi. E’ un animale docile e affettuoso, timido ma allo stesso tempo anche curioso.

 

 

 

CAPRA TIBETANA

La Capra nana d’Africa è una piccola capra originaria della Somalia. in Italia è chiamata Capretta Tibetana anche se le sue origini sono diverse.

Secondo gli incroci la taglia di queste caprette varia dal piccolissimo (35 cm al garrese) al “grande” (60 cm al garrese); le femmine sono sempre leggermente più piccole del maschio ed il loro peso varia dalla stazza dai 5 ai 20 Kg. Sia i maschi che le  femmine hanno  le corna corte e sottili. Il colore del mantello può essere bianco, nero, marrone o pezzato con due o tre colori, camoscio e grigio -argento, ma i soggetti più primitivi della razza hanno il mantello marrone a tinta unita.

 

CAPRA GIRGENTANA

La razza caprina Girgentana trae la sua denominazione da “Girgenti”, oggi Agrigento, capoluogo della omonima provincia e, dove un tempo, essa segnava la maggiore densità numerica

L’antenata della Capra Girgentana è  ritenuta la Mark-hor o Falconeri così detta da Falconer, naturalista inglese (Londra 1808-1865) che per primo la vide nel Kashmir, nell’Afghanistan settentrionale e nel Belucistan, e che presenta alte corna a cavaturacciolo, barba molto lunga ed estesa a tutta la gola, colore grigio-bruno. L’origine di questa razza costituisce uno degli interrogativi che l’osservatore si pone. La capra misura al garrese 60-80 cm, mentre il becco arriva a 85 cm, con lunghezza del tronco di 1,06 m. Il peso vivo negli adulti è di 65 Kg nei maschi e 46 Kg nelle femmine; i capretti alla nascita pesano circa 3,500 Kg ed a 60 giorni raggiungono il peso di circa 10 Kg.

 

 

CAPRIOLO

E’ un cervide di piccole dimensioni, i cui maschi presentano corna piccole, con tre punte e numerose protuberanze.

La lunghezza del corpo va da 1 a 1.35 m; quella della coda da 2 a 4 cm e l’altezza del garrese da 69 a 75 cm. Le femmine sono leggermente più piccole dei maschi: i loro pesi sono dagli 11 ai 18 kg per le prime e dai 13.4 ai 22 kg per i secondi. In natura possono vivere intorno agli 8 anni, in cattività fino a 20 anni.

 

 

 

SCOIATTOLO

Lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) è un piccolo roditore appartenente alla famiglia degli Sciuridi, che vive sugli alberi ed è molto legato agli ambienti boschivi.

Lungo circa 20 centimetri, ne ha però altrettanti della caratteristica coda; d’estate ha la pelliccia marrone-rossa sul dorso e bianca sul ventre, mentre in inverno è grigio-bruna. E’ uno straordinario arrampicatore: risale velocemente i tronchi muovendosi quasi a spirale ed è in grado di saltare agilmente di ramo in ramo o fino a terra da notevoli altezze usando la folta coda come paracadute, e dilatando le dita dei piedi per attutire il colpo. La coda gli serve anche per mantenere l’equilibrio durante le sue peripezie da un ramo all’altro e, opportunamente posizionata, come “timone” durante i balzi dagli alberi al suolo. Inoltre, al pari di altri organi, svolge anche un’importante funzione di comunicazione con i suoi simili.

 

CERBIATTO

Genere di ruminante di cospicua mole è caratterizzato dalla coda corta…

Genere di ruminante di cospicua mole è caratterizzato dalla coda corta, dai palchi generalmente alti e dalla colorazione uniforme nell’adulto, macchiata nel giovane (cerbiatto). Solo il maschio è provvisto di corna e può raggiungere 1,60 metri d’altezza corna escluse. Vive con 25 specie e sottospecie in Europa, Africa settentrionale e America del Nord. Il cervo è uno degli animali più cacciati al mondo.

 

 

CONIGLIO SELVATICO

Il coniglio appartiene alla famiglia dei leporidi.

I conigli, insieme con le lepri e i pica, costituiscono l’ordine dei Lagomorfi. Appena nati i piccoli conigli sono privi di pelo, hanno gli occhi chiusi e sostanzialmente dipendono in modo totale dai genitori. I conigli hanno l’abitudine di vivere in gallerie scavate nel terreno. L’alimentazione naturale è costituita da erba, foglie secche, radici e cortecce. Essendo erbivoro mangia però verdure di tutti i tipi, ad esempio sedano, carote o cicoria.

 

 

CINGHIALE MAREMMANO

Il Cinghiale è un suide massiccio e corpulento, con  testa voluminosa e muso conico..

Il Cinghiale è un suide massiccio e corpulento, con  testa voluminosa e muso conico, anche se all’Elba molti esemplari hanno il muso allungato come i maiali. Il corpo è ricoperto di setole lunghe e forti, la  pelliccia è più scura in inverno e meno abbondante in estate. Le zampe sono corte,  con zoccoli ampi e fessurati. I canini inferiori dei maschi costituiscono un’arma temibile: raggiungono uno sviluppo notevole, fino a 15 cm di lunghezza e si incurvano verso l’alto. Quando è in collera, il cinghiale drizza la criniera sulla schiena. I piccoli nascono con striature longitudinali mimetiche che perdono dopo 6 mesi per assumere la colorazione rossastra del “porcastro”. I maschi anziani imbiancano le setole sul dorso e sul muso.

 

LEPRE

Animale solitario, attivo tutto l’anno, si sposta a balzi ma quando fugge corre molto rapidamente, può raggiungere, in corsa, punte di velocità di 60-70 Km/h

L’attività è soprattutto notturna; durante il giorno rimane nascosto in un piccolo avvallamento che scava nel terreno scoperto fra l’erba alta, lungo un argine o sotto un cespuglio; in inverno talvolta può rifugiarsi sotto la neve. La lepre misura da 50 a 70 centimetri, cui vanno aggiunti circa 8 centimetri di coda, mentre l’altezza al garrese è di 30 centimetri. Il peso è da 3 a 6 chili. Possiede orecchi lunghi circa 15 centimetri, i cui peli sono neri all’estremità. In inverno cambia il colore del pelo, che diventa totalmente bianco, per mimetizzarsi e sfuggire meglio ai predatori, utilizzando anche i suoi sviluppatissimi sensi e l’agilità. Ogni individuo è legato al suo territorio e la medesima lepre ritorna al proprio covo dove trascorre la giornata; generalmente il covo è raggiunto effettuando un lungo salto (oltre tre metri) al fine di far perdere la propria traccia ai predatori.

 

CERVO

Appartiene alla famiglia dei Cervidi. Grosso ed elegante,

Il cervo ha, nel maschio, i palchi, corna imponenti e ramificate che ogni anno cadono per ricrescere nel periodo da marzo a giugno. Le dimensioni delle nuove corna sono in genere maggiori delle vecchie, ma dipendono dallo stato di salute dell’animale e dalle condizioni ambientali e di alimentazione. Abita normalmente i boschi di conifere; in primavera ed in autunno si spinge a volte molto in basso, anche nei pressi dei centri abitati; d’estate, invece, risale talvolta sopra il limite arboreo.  I branchi sono composti da femmine e piccoli, mentre i maschi fanno vita solitaria, riunendosi al branco in autunno, al momento della riproduzione. I boschi si riempiono allora dei loro bramiti, con cui ciascun maschio segnala la propria presenza sia alle femmine che ai rivali, con i quali ingaggia furiose lotte per il possesso delle femmine. Dopo 33-34 settimane di gravidanza, verso la fine di maggio, nasce il piccolo cerbiatto con il manto a macchie bianche.

 

MUFLONE

ll muflone è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Bovidi.

Il muflone è diffuso sulle isole mediterranee di Sardegna, Corsica, Cipro e Rodi. Da qui,  è stato in seguito introdotto anche in Europa continentale a partire dal XVIII secolo. Il muflone predilige gli ambienti aperti in aree collinari, spesso con presenza di aree rocciose dove potersi rifugiare in caso di pericolo. Misura 130 cm di lunghezza, per un’altezza al garrese di circa 75 cm: il peso varia fra i 25 kg massimi della femmina ai 40 kg dei maschi adulti. In un maschio adulto si può notare la foggia delle corna e la “sella” bianca sul dorso. La femmina ha il pelo ispido e di colore fulvo d’estate e bruno scuro d’inverno, con tonalità grigiastre e nerastre su spalle e collo; la sella sul dorso è di colore marroncino. Caratteristica unica dei maschi è la presenza sul cranio di due grosse corna fisse su una base d’osso, che hanno crescita continua con tendenza alla spiralizzazione in senso laterale. Pur essendo animali da pascolo, i mufloni sono in grado di mangiare un po’ tutti gli alimenti di origine vegetale. Sono anche capaci di brucare le piante dure e coriacee rifiutate dalla maggior parte degli Ungulati, riuscendo così a sopravvivere in habitat particolarmente aridi.